GAP DISTRIBUZIONE n° zer0 – Giovedì 12 Novembre

Si parte con la distribuzione n° zer0 del GAP di Tavernelle!


Nel BOX alla vostra destra potrete trovare il modulo-listino con il quale poter effettuare l’ordine ed all’interno del quale troverete tutti i prezzi dei prodotti a disposizione nel paniere di novembre.

GAP

COME PARTECIPARE:

1- Scaricare il Modulo nel BOX qui a Destra;

2- Compilare il modulo ed inviarlo alla mail – gaptavernelle@libero.it – entro e non oltre Martedì 10 novembre;

3- Se si è impossibilitati nell’effettuare l’ordine online, telefonare a Francesco 3406302432 o Gabriele 3478255643;

4- Giovedì 12 verrà effettuata la distribuzione dalle 18 alle 20 presso il Centro Polifunzionale l’Occhio;

5- Si pregano tutti coloro i quali parteciperanno all’iniziativa di venire, per quanto possibile, con i soldi contati a seconda dell’ordine che hanno effettuato.

Note: Nella testata del modulo troverete uno spazio dove scrivere il numero della tessera, spazio che per la distribuzione zer0 non è necessario riempire. In occasione della prima distribuzione verrà effettuato il tesseramento (gratuito) e la sottoscrizione dello statuto del Gap.

NON UN GAP INDIETRO!

NON UN GAP INDIETRO!

Nelle ultime settimane abbiamo avuto due riunioni dei GAP che hanno dato il via a due coordinamenti, nord e centro Italia ( stiamo cercando di creare un coordinamento anche al sud). Devo dire che la sensazione che ho, per certi versi inaspettata rispetto a quello che si respira in giro, è di una dinamica espansiva di questa pratica, circa 80 compagni e compagne venuti dalle realtà in cui i GAP operano. Sia in termini qualitativi che quantitativi registriamo una crescita di questa esperienza. Sono rimasto di stucco quando ad esempio i compagni del GAP di Lodi hanno raccontato della loro esperienza che conta quasi tremila iscritti, con decine di banchetti nei mercati dei piccoli paesi, e con la prospettiva di aprire i GAP in una decina di fabbriche. Così, come rimango piacevolemto colpito quando ancora oggi, arrivano continuamente telefonate di compagni che si rimotivano in questa esperienza. Siamo partiti dal pane e siamo arrivati al paniere di prodotti, siamo partiti dai banchetti e siamo arrivati a lavorare sugli spacci popolari autogestiti. Abbiamo lavorato partendo dalla socializzazione dell’organizzazione di partito per creare le condizioni per fare autorganizzazione della società. Passaggi a volte rischiosi, contraddittori, non semplici, ma che hanno tracciato una direzione comune. In queste due riunioni si è deciso di mettere in piedi una campagna per chiedere al governo il prezzo politico per alcuni generi di di prima necessità, una legge per finanziare in tutti i comuni gli spacci popolari autogestiti, la creazione di un piano nazionale della sovranità alimentare, l’impegno in sede internazionale per una moratoria dalle speculazioni di borsa sui generi di prima necessità come grano e riso. Abbiamo deciso di chiamare questa campagna FUORI IL GRANO DALLA BORSA. L’idea è quella di fare un presidio davanti la borsa di Milano ed in contemporanea davanti al ministero dell’Economia, distribuendo i materiali nei nostri banchetti. Se infatti i GAP sono partiti come risposta al carovita, abbiamo visto come questo strumento di autorganizzazione sociale possa essere anche uno strumento per allacciare rapporti con molti produttori locali, piccoli contadini, che in tutta Italia stanno abbandonando le campagne, per effetto delle regole di un mercato impazzito che fissa i prezzi dei prodotti al di fuori di ogni logica. Il fatto che il nostro governo invece di fare uno scudo per proteggere chi lavora la terra, lo abbia fatto per quella rendita che sulla terra preferisce speculare è il parametro di giudizio per capire da che parte stanno i poteri forti di questo paese. A me piacerebbe che tutti i compagni impegnati nei GAP nei territori inizino ad organizzare incontri con queste realtà dell’agricoltura in crisi ed insieme, dal basso si avvii una discussione per la creazione un piano nazionale per la sovranità alimentare per il nostro paese. Un piano da elaborare insieme ad associazioni di categoria, sindacati, gap, gas, distretti di economia solidale, esperti di energia e di ambiente ecc, ecc.. So che possiamo fare ben poco non avendo una sponda parlamentare, ma essere partecipi di una proposta che parla di rottura delle politiche che il neoliberismo impone a noi tutti, nel mentre si costruisce una pratica di neomutualismo che prova a costruire realmente un’altro modello economico, mettendo insieme “la falce e la forchetta” mi pare sia una sfida avvincente che lega solidarietà e conflitto, elaborazione teorica e pratica concreta. Per far questo ritengo inoltre che i GAP debbano fare un salto di qualità organizzativo enorme, il cui risultato sarà determinato dalla capacità di ognuno di noi impegnato in questa sfida, di agire concretamente l’organizzazione di questa pratica sentendosi parte di un’ingranaggio collettivo e reticolare. Per questo motivo, questa estate abbiamo lavorato per costruire un’associazione di promozione sociale denominata RAP ( Rete per L’autorganizzazione Popolare) che avrà il compito di fornire un quadro giuridico di riferimento valido per tutto il territorio nazionale in cui i vari GAP in formazione od esistenti potranno federarsi. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti, chi fosse interessato a questa discussione può mandarmi una mail per essere inserito nella maining list dei gap.

Non un GAP indietro.

Piobbichi Francesco -partito sociale prc

piobbico@hotmail.com

CHI SIAMO E COSA FACCIAMO

E’ nato ufficialmente il primo GRUPPO DI ACQUISTO POPOLARE della media Valle del Nestore.

I Gruppi di Acquisto Popolari (G.A.P.) nascono da una riflessione sulla necessità di un cambiamento profondo del nostro stile di vita. Come tutte le esperienze di consumo critico, anche questa vuole immettere una «domanda di eticità» nel mercato, per indirizzarlo verso un’economia che metta al centro le persone e le relazioni.

Il paniere di prodotti a disposizione dei partecipanti è composto da generi di primissima necessità, alimentari e non:

Pasta, Carne, Formaggi, Ortaggi, Olio, Vino, Acqua, Pellets, Legna da ardere, Detersivi.

Si tratta comunque di un paniere espandibile ed aperto ad ogni proposta.

Le parole d’ordine del gruppo sono Accorciare la filiera, cercando di creare rapporti diretti tra consumatori e produttori ove possibile locali, Abbattimento dei Costi, facendo valere in fase di acquisto il proprio “peso” collettivo e Qualità dei prodotti, con controlli effettuati dai membri del GAP nei confronti dei produttori-fornitori.

Valore non secondario è anche che i produttori che collaboreranno con il gruppo rispettino i lavoratori che impiegano e le norme vigenti.

Abbattere i costi offrendo prezzi popolari, rifiutando la filosofia del profitto selvaggio.

Al momento sono circa 20 le famiglie aderenti. Non ci sono quote d’iscrizione da pagare. Non ci sono ordini obbligatori (ognuno ordina quando ha la necessità).

Il Gruppo di Acquisto Popolare non ha scopo di lucro e funziona grazie all’impegno volontario dei suoi stessi membri.

solidarietà

Gli ordini saranno presi qui sul blog, via mail  per telefono o tramite modello cartaceo per le persone che non hanno la disponibilità di connessione a internet.